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Ocarina Quest

Perché le note acute dell’ocarina fischiano, calano o sono soffiate?

Se le note acute della tua ocarina suonano soffiate, calanti o stridule, sei in buona compagnia: quasi ogni principiante ci passa. La causa sta quasi sempre nel modo di suonare, di rado nello strumento. Questa guida passa in rassegna le cause nell’ordine in cui controllarle, dalla più probabile alla meno probabile. Gli stessi controlli valgono quando tutta la scala suona calante o stonata.

1. Il fiato: le note acute vogliono più aria

Più la nota è acuta, più aria vuole. Il Do grave vuole un soffio leggero, il Fa acuto un flusso deciso e costante. Con poca aria una nota acuta cala e suona sottile. Con troppa sale e può stridere.

Come controllare: suona il Do grave, poi il Do acuto, poi la nota che ti dà problemi, ognuna con un solo fiato, e ascolta. Se le acute sono calanti rispetto alle gravi, soffia con più decisione mentre sali, senza muovere le labbra né irrigidire la gola. Pensa a costante e deciso, non forte.

2. Un’ocarina fredda

Un’ocarina di ceramica o di plastica che è stata in una stanza fredda o in una borsa suona calante finché non si scalda, perché l’aria al suo interno è fredda. Tienila in entrambe le mani per un minuto, oppure soffia al suo interno con i fori chiusi, poi riprova.

Come controllare: se tutta la scala è un po’ calante all’inizio e migliora mentre suoni, è questo. Accorda solo dopo che l’ocarina si è scaldata tra le tue mani.

3. Un foro non chiuso bene

È la causa più comune di una nota soffiata, crescente o stridula. Un dito che lascia uno spiraglio, anche sottile, fa uscire aria, e la nota sibila o stride. Le note gravi ne risentono di più, perché hanno bisogno di più fori chiusi, ma una perdita rovina qualsiasi nota.

Come controllare: suona la nota e premi uno dopo l’altro ogni dito che chiude, con delicatezza. Quando il suono si schiarisce, hai trovato la perdita. Usa il polpastrello piatto del dito, non la punta, e pensa ai mignoli e ai pollici, facili da dimenticare. Lento e attento batte veloce e approssimativo.

4. Un forellino chiuso per sbaglio

I due forellini stanno accanto ai medi. Sono aperti per ogni nota tranne le tre più gravi, Do♯ e Re♯. Il lato di un dito appoggiato su uno di essi fa suonare la nota circa un semitono sotto, ed è facile farlo senza accorgersene.

Come controllare: suona una nota che sembra quasi giusta ma mezzo tono calante, e guarda i forellini. Curva le dita in modo che i polpastrelli chiudano i fori grandi e i lati restino liberi.

5. Un dito sospeso su un foro

Un dito alzato che resta appena sopra il suo foro fa calare un poco l’intonazione. È sottile, ma si somma: più dita sospese su una nota acuta la fanno calare. Sul Fa acuto, con tutto aperto, si nota di più.

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Come controllare: per le note che chiedono fori aperti, alza le dita di circa un centimetro, oppure appoggiale sul corpo dell’ocarina accanto ai fori. Restare vicini aiuta la velocità; purché il dito non stia sopra il foro vero e proprio. Uno specchio aiuta.

6. Angolo e condensa

Se l’ocarina è inclinata troppo in su o in giù, il getto d’aria colpisce male il bordo e il suono si spezza o stride. Tieni il bocchino in piano e le labbra appena intorno. La condensa nel bocchino fa un rumore di bolle o gorgoglio e spegne le note più alte: chiudi i fori e soffia con decisione, battila per asciugarla, oppure puliscila con un panno.

Come controllare: cambia leggermente l’angolo e prova la stessa nota più volte. Se si schiarisce con un certo angolo, tieni quello.

Un controllo di cinque minuti

  • Scalda l’ocarina tra le mani per un minuto.
  • Suona il Do grave, poi il Do acuto, poi la nota problematica, con lo stesso fiato calmo che si fa più deciso salendo.
  • Se la nota è soffiata o stride, trova il dito che perde premendoli uno alla volta.
  • Se è circa un semitono sotto, guarda i forellini.
  • Se è un po’ calante, alza le dita aperte più lontano dai fori e soffia un po’ più deciso.
  • Se va male solo dopo un minuto di suono, svuota il bocchino.

Un esercizio aiuta più di ogni altro: la nota lunga. Tieni una sola nota per sei-otto secondi con volume e intonazione costanti, poi fai lo stesso sulla nota sopra. Allena il controllo del fiato da cui dipendono le note acute, e ti mostra subito quando un foro perde.

Ancora stonata?

Le ocarine non sono accordate con la precisione di un pianoforte, e non ce n’è due uguali. Alcune note sono un po’ calanti o crescenti su ogni ocarina, soprattutto quelle economiche. Una nota che suoni pulita ma che è sempre fuori della stessa quantità è lo strumento, non tu. Ocarina Quest ascolta con il microfono del telefono e mostra su un pentagramma l’intonazione che sente, contro la nota richiesta. Il suo percorso di accordatura ti chiede di tenere ogni nota, misura dove cade ciascuna delle tue note e poi giudica il tuo modo di suonare rispetto alla tua ocarina. Ti dice se le note sono calanti o crescenti ovunque, se le acute calano (è il fiato) o se una nota sta per conto suo (un foro non chiuso, o un forellino coperto).

Se stai ancora imparando le basi, come suonare l’ocarina spiega la posizione e il fiato. Se il problema è la tua ocarina, scegliere un’ocarina dice cosa cercare.

Esercitati con l’app

Ocarina Quest ti ascolta mentre suoni e ti dice quale nota sente, quanto è intonata e cosa cambiare.

Presto su Google Play

Per ora l’app è in inglese.